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La Storia di Borgo Argenina

Il borgo di Argenina fu menzionato la prima volta nei documenti storici, nel 998d.c., quando il Barone Ricasoli donò una parte dalla proprietà ai monaci della Badia a Coltibuono.

I contadini che vivevano nelle case in assoluta povertà, lavoravano duramente per il Barone ed in seguito per il monastero.

Un miracolo in Chianti

A quel tempo ero una stilista di moda e vivevo a Milano con mia figlia. Durante una vacanza nel Chianti passeggiando per un sentiero sterrato, ho scoperto cinque case di pietra in cima alla collina che guardavano la vallata di vigneti.

Il sito era deserto. Qualcuno in seguito mi raccontò che era stato abbandonato per circa cinquanta anni.

C’era solo una mulattiera per arrivarvi a piedi. Non vi era elettricità, né acqua potabile, i ruderi erano coperti da erba alta e rovi. Gran parte dei tetti erano crollati.
M'innamorai di colpo di quel piccolo villaggio e nel 1992 decisi di trasferirmi a Gaiole in Chianti con Fiorenza mia figlia per restaurare questo gioiello.

Il restauro durò cinque anni. Tutti i giorni lavoravo in cantiere con un gruppo di esperti artigiani.
Fu un lavoro intenso ed appassionante. Abbiamo scavato pozzi, connesso il borgo all'acquedotto, interrato tubazioni, ricostruito muri e fondazioni.

Un giorno un giornalista scrisse un articolo in una rivista di viaggi "Un miracolo in Chianti!". C'era una mia foto accanto, scattata mentre stavo sverniciando una vecchia porta. Sulle mie spalle c'erano non solo le altre 46 porte da sistemare, ma anche un intero borgo da restaurare.

Elena Nappa

La foto pubblicata sulla rivista di viaggi mentre stavo sverniciando una vecchia porta